Pubblicato il Maggio 15, 2024

Spostare il mutuo non è solo una questione di spread: il vero risparmio si nasconde nei dettagli che le banche spesso omettono, come le polizze assicurative e i tempi di gestione.

  • Una surroga è strategicamente inefficace per capitali residui inferiori a 50.000 €, poiché i costi fissi per la banca annullano i vantaggi per il cliente.
  • Il costo della polizza assicurativa imposta dalla nuova banca può erodere completamente il risparmio ottenuto da un tasso migliore.

Raccomandazione: Utilizzare la richiesta di surroga come una potente leva negoziale, non solo per cambiare istituto, ma anche per ottenere condizioni migliori dalla propria banca attuale.

L’aumento dei tassi di interesse ha messo sotto pressione molti proprietari di casa italiani, trasformando la rata del mutuo da una spesa prevedibile a una fonte di preoccupazione. Con i tassi che hanno superato la soglia psicologica del 4%, l’idea di surrogare il mutuo, ovvero trasferirlo a costo zero in un’altra banca, è diventata un argomento di conversazione quasi quotidiano. Molti si fermano alla superficie, confrontando gli spread e inseguendo il TAN più basso, convinti che questa sia l’unica metrica che conta per abbassare la rata mensile.

Questa visione, però, è incompleta. Da esperto del settore, posso affermare che la convenienza della surroga è una partita molto più complessa. Si gioca su un terreno fatto non solo di tassi, ma anche di costi accessori nascosti, di tempi burocratici, di potere negoziale e di clausole scritte in piccolo. La domanda non dovrebbe essere semplicemente “dove trovo il tasso più basso?”, ma piuttosto “qual è la strategia complessiva che massimizza il mio vantaggio finanziario a lungo termine?”. Il vero errore è considerare la surroga un’operazione puramente matematica, ignorandone le dinamiche strategiche.

Questo articolo non si limiterà a spiegare come funziona la portabilità. Il nostro obiettivo è svelare il “dietro le quinte” del processo. Analizzeremo perché un capitale residuo basso rende l’operazione inutile, come prepararsi per non incappare in ritardi, e come usare la minaccia della surroga per rinegoziare con il proprio istituto. Esploreremo le trappole più comuni, come quella delle polizze assicurative, e forniremo gli strumenti per calcolare la reale sostenibilità di una nuova rata. In sintesi, vi daremo la prospettiva di un broker per trasformarvi da semplici clienti a negoziatori consapevoli.

Per navigare con chiarezza tra le diverse sfaccettature di questa decisione finanziaria, abbiamo strutturato l’articolo in sezioni specifiche. Ognuna affronterà un aspetto cruciale della surroga, fornendovi una mappa dettagliata per orientare le vostre scelte.

Perché surrogare un mutuo con residuo sotto i 50.000 € spesso non conviene?

Una delle prime domande da porsi prima di avviare una surroga non è “quanto risparmio?”, ma “quanto mi resta da pagare?”. Esiste infatti una soglia non scritta sotto la quale l’intera operazione perde di significato sia per il cliente che per la banca. Le linee guida del settore indicano che per un capitale residuo inferiore a 50.000 euro, la surroga è quasi sempre sconsigliata. La ragione non è legale, ma puramente economica e operativa.

Il motivo risiede nei costi fissi che la nuova banca deve obbligatoriamente sostenere per legge: l’atto notarile, la perizia sull’immobile e le spese di istruttoria. Come spiega chiaramente Credem Banca, questi costi fissi, che gravano interamente sull’istituto di credito, rendono l’operazione non remunerativa su importi troppo bassi. Il margine di guadagno che la banca otterrebbe dagli interessi su un piccolo capitale residuo verrebbe quasi completamente assorbito da queste spese iniziali. Di conseguenza, o la banca rifiuterà la pratica, o offrirà condizioni (spread e tassi) talmente poco competitive da rendere il cambio del tutto inutile per il cliente.

Cosa fare allora se il debito residuo è basso? Esistono alternative strategiche. La prima è la rinegoziazione diretta con la propria banca, che non ha costi di istruttoria e può essere più incline a modificare tasso e spread per non perdere un cliente. Per somme molto contenute, sotto i 10.000 euro, un prestito personale potrebbe persino risultare più vantaggioso per estinguere il mutuo, sebbene con tassi diversi. Infine, se sono presenti altri finanziamenti, il consolidamento debiti diventa un’opzione da valutare attentamente.

Come preparare i documenti dell’immobile per velocizzare la perizia della nuova banca?

Una volta verificata la convenienza economica della surroga, il secondo ostacolo da superare è il tempo. Il processo può arenarsi per settimane, se non mesi, a causa di un singolo fattore: la documentazione dell’immobile. La nuova banca, prima di accollarsi il mutuo, deve effettuare una perizia tecnica per confermare il valore del bene a garanzia. Un fascicolo documentale incompleto o non conforme è la causa principale di ritardi e, in alcuni casi, del fallimento dell’intera operazione.

Essere proattivi e preparare tutti i documenti in anticipo è il modo più efficace per dimostrare affidabilità e velocizzare la pratica. Significa giocare d’anticipo e presentarsi alla nuova banca con un dossier impeccabile, pronto per essere analizzato dal perito. Questo approccio non solo accelera i tempi, ma riduce anche lo stress e previene sorprese sgradevoli, come la scoperta di piccole difformità urbanistiche o catastali che potrebbero richiedere tempo e denaro per essere sanate.

Documenti immobiliari organizzati su tavolo con planimetrie e certificazioni energetiche

L’organizzazione mostrata nell’immagine non è solo estetica: è funzionale. Avere a portata di mano visura e planimetria catastale aggiornate, l’atto di provenienza e un Attestato di Prestazione Energetica (APE) in corso di validità è fondamentale. Se sono state fatte modifiche strutturali, le relative autorizzazioni edilizie sono indispensabili. Presentare un pacchetto completo e ordinato trasmette professionalità e facilita enormemente il lavoro del perito.

La tua checklist per una perizia senza intoppi: i documenti essenziali

  1. Visura e Planimetria Catastale: Richiedi una visura aggiornata all’Agenzia delle Entrate e verifica che la planimetria corrisponda allo stato di fatto dell’immobile.
  2. Attestato di Prestazione Energetica (APE): Controlla la data di scadenza e, se necessario, incarica un tecnico per redigerne uno nuovo.
  3. Atto di Provenienza: Digitalizza in formato PDF l’atto con cui hai acquistato l’immobile (rogito, successione, donazione).
  4. Autorizzazioni Edilizie: Raccogli tutte le licenze, concessioni o sanatorie relative a eventuali lavori di ristrutturazione effettuati.
  5. Documentazione Condominiale: Prepara una copia del regolamento di condominio e delle delibere delle ultime assemblee, specialmente se riguardano lavori straordinari.

Cambiare banca o trattare con la propria: quale strategia ottiene lo sconto migliore?

Di fronte a un’offerta di surroga vantaggiosa da parte di una nuova banca, il mutuatario si trova a un bivio strategico: accettare e cambiare istituto, oppure usare quell’offerta come leva negoziale per ottenere condizioni migliori dalla propria banca attuale? Non esiste una risposta unica, ma comprendere i pro e i contro di entrambe le opzioni è cruciale per massimizzare il risparmio. La rinegoziazione interna è generalmente più rapida, ma la surroga esterna offre un potere contrattuale senza pari.

La chiave di volta è la concorrenza. La vostra banca sa che perdervi come cliente ha un costo. Presentare un preventivo formale di surroga da un’altra banca trasforma una semplice richiesta in una trattativa concreta. A questo punto, l’istituto ha un incentivo reale a contro-offrire per mantenervi. La legge gioca a vostro favore: una volta avviata la richiesta di surroga, la vecchia banca ha un tempo massimo di 30 giorni per collaborare al trasferimento. Questo timing definito può essere usato per mettere pressione e sollecitare una risposta rapida anche sulla richiesta di rinegoziazione.

La scelta dipende dagli obiettivi e dalle priorità. La surroga permette di cambiare tutto (durata, tipo di tasso), mentre la rinegoziazione è spesso più limitata. Il seguente quadro comparativo evidenzia le differenze principali.

Surroga vs Rinegoziazione: un confronto strategico
Aspetto Surroga Rinegoziazione
Costi per il cliente Zero (tutto a carico nuova banca) Possibili spese amministrative
Tempi medi 60-90 giorni 15-30 giorni
Modifica importo Non possibile Non possibile
Cambio tipo tasso Dipende dalla banca
Potere negoziale Alto (concorrenza) Medio (fedeltà cliente)

L’errore di ignorare i costi della polizza assicurativa obbligatoria nella nuova banca

Concentrarsi unicamente sullo spread e sul TAN è uno degli errori più comuni e costosi nel processo di surroga. C’è un elemento spesso trascurato che può erodere, se non annullare completamente, il risparmio ottenuto: la polizza assicurativa obbligatoria contro incendio e scoppio. Ogni banca richiede questa copertura a protezione dell’immobile, ma le modalità e i costi possono variare enormemente, trasformandosi in un costo nascosto.

La legge è chiara: il cliente non è obbligato a sottoscrivere la polizza proposta dalla banca. Come confermano le condizioni contrattuali di istituti come Intesa Sanpaolo, il mutuatario ha piena facoltà di scegliere una compagnia assicurativa esterna, a patto che la polizza abbia le coperture minime richieste. Molte banche, tuttavia, propongono con insistenza il proprio prodotto assicurativo in fase di surroga, spesso inserendolo in un pacchetto “tutto compreso” che sembra conveniente. Qui si nasconde la trappola.

Il cliente è tenuto ad assicurare i fabbricati oggetto di garanzia contro i danni causati da incendio, scoppio, fulmine. Il cliente può sottoscrivere la polizza offerta dalla banca oppure può acquisire la copertura assicurativa presso un’altra compagnia.

– Intesa Sanpaolo, Condizioni mutuo Domus surroga

Le polizze “interne” delle banche sono quasi sempre più costose di quelle reperibili sul mercato a parità di condizioni. La differenza di prezzo, spalmata sull’intera durata del mutuo, può diventare una cifra considerevole, vanificando i benefici di uno spread più basso.

Studio di caso: L’impatto reale della polizza sul costo della surroga

Un’analisi di MutuiOnline.it su una surroga di 100.000 euro per 20 anni ha messo in luce una differenza sbalorditiva. Scegliere la polizza scoppio e incendio della banca (con un costo medio di 35 euro/mese) rispetto a una polizza esterna comparabile (15-20 euro/mese) può generare un maggior esborso di oltre 4.800 euro sull’intera durata del mutuo. Questo costo aggiuntivo è sufficiente per annullare completamente il vantaggio derivante da uno spread inferiore dello 0,15%. È la dimostrazione pratica di come un dettaglio apparentemente minore possa sabotare l’intera strategia di risparmio.

Quando scattano le penali per la banca se ritarda il trasferimento del mutuo oltre i 30 giorni?

Uno dei timori più diffusi tra chi vuole surrogare il mutuo è l’ostruzionismo della vecchia banca. L'”attrito bancario”, ovvero la tendenza di un istituto a rallentare le procedure di uscita di un cliente, è un fenomeno reale. Fortunatamente, la legge tutela il consumatore in modo molto preciso, stabilendo tempi certi e sanzioni severe per chi non li rispetta. Il Testo Unico Bancario (TUB) è chiarissimo: il trasferimento del mutuo deve concludersi entro 30 giorni lavorativi dalla richiesta del cliente.

Se la vecchia banca, senza giustificato motivo, causa un ritardo nel perfezionamento della surroga, scatta un meccanismo di risarcimento automatico a favore del cliente. L’articolo 120-quater del TUB prevede una sanzione pari all’1% del debito residuo per ogni mese o frazione di mese di ritardo. Per un mutuo residuo di 150.000 euro, questo significa un indennizzo di 1.500 euro per ogni mese di attesa ingiustificata. Questa non è una semplice multa, ma un vero e proprio risarcimento che può essere richiesto attivamente.

Come si ottiene questo risarcimento? Non è automatico; il cliente deve attivarsi. Il primo passo è inviare una messa in mora formale via PEC alla vecchia banca il 31° giorno. Se la banca non risponde o non paga entro 60 giorni, si può presentare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un organismo indipendente che risolve le controversie tra clienti e intermediari. La procedura è relativamente semplice, poco costosa (20 euro di contributo) e si svolge interamente online.

  1. Invio Messa in Mora: Il 31° giorno lavorativo, inviare una PEC alla vecchia banca richiedendo il rispetto dei termini e preannunciando la richiesta di indennizzo.
  2. Attesa Risposta: La banca ha 60 giorni per rispondere al reclamo formale.
  3. Ricorso all’ABF: In caso di mancata o insoddisfacente risposta, presentare ricorso online sul portale dell’Arbitro Bancario Finanziario entro 12 mesi.
  4. Pagamento Contributo: Versare 20 euro per avviare il procedimento (somma che viene rimborsata se il ricorso è accolto).
  5. Decisione: L’ABF esamina la documentazione e decide sulla controversia, generalmente entro 90 giorni.

Perché le banche offrono spread più bassi sul variabile e dove sta il trucco?

Analizzando le offerte di surroga, salta subito all’occhio una costante: a parità di condizioni, i mutui a tasso variabile presentano quasi sempre uno spread (il guadagno della banca) più basso rispetto a quelli a tasso fisso. Questa differenza, che nel mercato italiano si attesta in media tra 0,50 e 0,80 punti percentuali, può apparire come un’occasione imperdibile, spingendo molti a scegliere il variabile per avere una rata iniziale più leggera. Ma è qui che si nasconde la “trappola del variabile”.

Il trucco è semplice: con un tasso variabile, la banca trasferisce interamente il rischio delle fluttuazioni di mercato sul cliente. Offrendo uno spread più basso, l’istituto rende la sua offerta più attraente nell’immediato, ma si protegge da qualsiasi aumento futuro dei tassi di riferimento (l’Euribor). Il cliente, al contrario, si assume tutto l’onere di un potenziale rialzo, che può far lievitare la rata in modo imprevedibile e insostenibile. Chi ha stipulato un mutuo variabile nel biennio 2022-2023 ne ha avuto una prova drammatica.

Un caso emblematico, analizzato da Facile.it, lo dimostra chiaramente. Dopo il taglio dei tassi da parte della BCE nel giugno 2024, i tassi variabili hanno iniziato a scendere, ma chi aveva un contratto in essere ha subito aumenti fino al 65% della rata. Un mutuo da 200.000 euro a 25 anni, con un Euribor passato da circa -0,5% a +4%, ha visto la rata mensile impennarsi da 750 a 1.240 euro. Questo scenario evidenzia come la scelta del variabile, sebbene allettante per lo spread ridotto, richieda una solida capacità di reddito per assorbire eventuali shock futuri.

Come chiedere alla banca di allungare il mutuo da 20 a 30 anni per respirare sulla rata?

Uno dei vantaggi più potenti e spesso sottovalutati della surroga è la possibilità di modificare non solo il tasso, ma anche la durata del piano di ammortamento. Per chi si trova in difficoltà con una rata diventata troppo onerosa, allungare la durata residua del mutuo può rappresentare una boccata d’ossigeno immediata. Trasformare un debito residuo di 15 anni in un nuovo piano da 25 o 30 anni permette di ridurre significativamente l’importo della rata mensile.

Come sottolinea anche BPER Banca, la surroga è lo strumento ideale per questa operazione. A differenza della rinegoziazione, dove la modifica della durata è a discrezione della banca, con la surroga si stipula di fatto un nuovo contratto con un altro istituto, avendo piena libertà di definire una nuova scadenza. Questa flessibilità è preziosa per adattare il mutuo alle mutate esigenze di vita e di reddito.

La surroga permette di rinegoziare la durata del mutuo. Per chi vuole ridurre il numero di anni restanti, accorciando così il tempo complessivo di indebitamento, o per chi invece desidera dilazionare il debito residuo su più anni.

– BPER Banca, Guida alla surroga del mutuo

Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli del compromesso. Allungare la durata significa pagare interessi per un periodo più lungo, il che si traduce in un aumento del costo totale del finanziamento. Il beneficio di una rata mensile più bassa oggi si paga con un esborso complessivo maggiore domani. La simulazione seguente, basata su dati di mercato, illustra chiaramente questo trade-off.

Simulazione: l’impatto dell’allungamento della durata su un mutuo residuo di 150.000€
Scenario Durata residua Rata mensile Interessi totali
Mutuo originale 15 anni 1.100€ 48.000€
Dopo allungamento 25 anni 750€ 95.000€
Differenza +10 anni -350€/mese +47.000€

Da ricordare

  • La surroga è uno strumento di negoziazione strategico, non solo un semplice cambio di banca: usala per ottenere condizioni migliori anche dal tuo attuale istituto.
  • I costi accessori, in particolare la polizza assicurativa, possono annullare completamente i benefici di un tasso inferiore. Confronta sempre il TAEG, non solo il TAN.
  • Sotto i 50.000 € di debito residuo, la surroga è quasi sempre impraticabile. In questo caso, la rinegoziazione diretta con la propria banca diventa l’unica opzione percorribile.

Come calcolare una rata del mutuo sostenibile che non superi il 30% del tuo stipendio netto?

La regola empirica secondo cui la rata del mutuo non dovrebbe superare un terzo del reddito netto è un buon punto di partenza, ma spesso si rivela troppo semplicistica. Per definire una “sostenibilità reale”, è necessario un calcolo più approfondito che tenga conto non solo delle entrate, ma di tutte le uscite fisse e di un margine per gli imprevisti. La Banca d’Italia stessa considera sostenibile un rapporto rata/reddito che si colloca nel range del 25-35%, ma questo valore va calcolato sul reddito effettivamente disponibile.

Calcolare la propria rata sostenibile significa partire dal reddito netto familiare mensile e sottrarre metodicamente tutte le spese fisse incomprimibili: utenze, trasporti, spese mediche, altre rate di finanziamenti. Su ciò che rimane, è saggio accantonare un ulteriore 10% come fondo di emergenza. Solo a questo punto si può applicare la regola del 30% per determinare l’importo massimo della rata che ci si può permettere senza andare in affanno. Questo approccio più prudente protegge da eventi inattesi e garantisce tranquillità finanziaria.

Inoltre, un calcolo veramente strategico dovrebbe includere anche degli “stress test”. Cosa succederebbe alla mia capacità di pagamento se l’Euribor aumentasse di 1,5 punti percentuali? O se l’inflazione al 5% erodesse il mio potere d’acquisto? Simulare questi scenari avversi aiuta a definire un tetto di rata che sia robusto non solo oggi, ma anche in futuro.

Piano d’azione per calcolare la tua rata sostenibile reale

  1. Calcola il reddito netto: Somma tutti i redditi netti mensili del nucleo familiare (stipendi, pensioni, affitti percepiti).
  2. Inventaria le spese fisse: Elenca e somma tutte le uscite mensili obbligate (bollette, trasporti, assicurazioni, tasse, rate di altri prestiti).
  3. Sottrai il fondo emergenza: Dal risultato precedente, sottrai un ulteriore 10% del tuo reddito netto mensile come cuscinetto di sicurezza.
  4. Applica la regola del 30%: Calcola il 30% del reddito disponibile che hai appena ottenuto. Questo è l’importo massimo della tua rata realmente sostenibile.
  5. Esegui uno stress test: Simula come cambierebbe la tua situazione se la rata aumentasse del 20% a causa di un rialzo dei tassi e verifica di poterla ancora sostenere.

Per applicare questi principi e navigare con sicurezza nel mercato attuale, il passo successivo è ottenere un’analisi personalizzata del tuo profilo di rischio e delle offerte reali disponibili, andando oltre i semplici comparatori online.

Scritto da Roberto Gentile, Mediatore Creditizio Senior iscritto all'OAM con 20 anni di esperienza in mutui ipotecari e prestiti personali. Esperto in rinegoziazione, surroga e analisi dei tassi d'interesse per l'acquisto della prima casa.