Pubblicato il Marzo 11, 2024

Continuare a pagare per le notifiche SMS della banca non è solo un costo annuo di circa 20€, ma un’adesione a un sistema obsoleto e insicuro. La vera soluzione non è solo disattivare un servizio, ma compiere una scelta strategica verso le notifiche push: un canale gratuito, istantaneo e criptato che ti restituisce il pieno controllo sulle tue finanze e aumenta drasticamente la tua protezione dalle frodi come lo smishing.

Quella piccola voce sull’estratto conto, spesso di 0,15 €, 0,20 € o anche 0,30 €, può sembrare insignificante. È il costo di un singolo SMS inviato dalla tua banca per notificarti una spesa, un bonifico in arrivo o il saldo del conto. Moltiplicata per decine di operazioni all’anno, questa cifra si trasforma in un costo nascosto che può facilmente superare i 20 € annui. Una “tassa sull’abitudine” che paghi per un servizio ormai superato.

La reazione più comune è pensare di dover semplicemente “disattivare gli SMS a pagamento”. Ma questa visione è limitata. Il vero problema non è il costo in sé, ma l’affidarsi a un canale di comunicazione, l’SMS, che oggi rappresenta una scelta inefficiente e rischiosa. Esistono alternative non solo gratuite, ma tecnologicamente superiori che offrono un livello di controllo e sicurezza imparagonabile.

E se la vera chiave non fosse solo tagliare un costo, ma cogliere l’opportunità per modernizzare la gestione delle tue finanze? Questo articolo non ti dirà solo come risparmiare quei 20 €, ma ti guiderà a comprendere perché il passaggio alle notifiche push dell’app bancaria è una delle migliori decisioni che puoi prendere per la tua igiene digitale finanziaria. Analizzeremo i costi, la sicurezza, l’affidabilità e le differenze fondamentali tra i vari tipi di avvisi per darti il potere di scegliere con consapevolezza.

Per navigare con chiarezza in questo percorso di ottimizzazione, abbiamo strutturato l’articolo in sezioni specifiche. Ognuna affronterà un aspetto cruciale del confronto tra i vecchi SMS a pagamento e le moderne alternative gratuite, fornendoti tutti gli strumenti per una decisione informata.

Perché disattivare gli SMS informativi è il primo passo per ottimizzare i costi del conto?

Il primo passo verso un risparmio consapevole è quantificare il problema. Quei pochi centesimi addebitati per ogni notifica SMS si accumulano, trasformandosi in una spesa annua che potresti facilmente azzerare. Non si tratta di un costo marginale, ma di un’uscita fissa per un servizio che ha un’alternativa gratuita e superiore. Molti correntisti sottovalutano questo importo fino a quando non lo calcolano su base annua, scoprendo di pagare l’equivalente di un piccolo abbonamento per un servizio obsoleto.

Questa pratica è diffusa tra i principali istituti di credito italiani. Mentre le notifiche tramite app (push) sono universalmente gratuite, gli alert via SMS vengono spesso tariffati “a consumo”, con costi che variano ma che incidono in modo simile sul bilancio finale del correntista. È un modello di business ereditato da un’epoca pre-smartphone che oggi non ha più giustificazione tecnologica.

Il seguente quadro comparativo, basato sulle informazioni disponibili sui fogli informativi, mostra come le principali banche italiane gestiscono questa tariffazione, come evidenziato ad esempio dalle condizioni di un grande gruppo bancario nazionale.

Confronto costi SMS alert nelle principali banche italiane
Banca Costo SMS Canone Mensile Notifiche Push App
Intesa Sanpaolo Addebitato dal gestore Variabile Gratuite
UniCredit Premium Variabile Gratuite
Banco BPM A pagamento Variabile Gratuite
BCC Secondo documento sintesi Variabile Gratuite

La conclusione è evidente: continuare a usare gli SMS informativi è una scelta economicamente svantaggiosa. Disattivarli non è solo un’azione di risparmio, ma il primo, fondamentale passo per adottare strumenti di controllo più moderni, efficienti e, soprattutto, gratuiti. È il passaggio da una gestione passiva a una gestione attiva dei costi del proprio conto corrente.

Come essere sicuri di ricevere le notifiche push anche se hai poco segnale dati?

Una delle principali resistenze al passaggio completo alle notifiche push è il timore legato alla connessione dati: “E se mi trovo in un’area con poco segnale o senza Wi-Fi?”. È una preoccupazione legittima, ma basata su un presupposto spesso errato. Le notifiche push sono progettate per essere estremamente leggere. A differenza dello streaming video o del download di file, una notifica di testo consuma una quantità irrisoria di dati, spesso solo pochi kilobyte.

Nella maggior parte dei casi, se il tuo smartphone è in grado di ricevere un messaggio WhatsApp, è più che capace di ricevere una notifica push dalla tua banca. I moderni sistemi operativi, sia Android che iOS, gestiscono queste notifiche in modo molto efficiente, garantendone la consegna anche in condizioni di rete non ottimali. Il vero problema, quindi, non è quasi mai la mancanza di segnale, ma una configurazione errata delle impostazioni del telefono o dell’app.

Funzioni come il risparmio energetico aggressivo o le restrizioni sull’uso dei dati in background possono “addormentare” l’app della banca, impedendole di comunicare in tempo reale. Per eliminare ogni dubbio e garantire che le notifiche push arrivino sempre e comunque, è sufficiente seguire alcuni semplici passaggi di configurazione. Questa operazione, da fare una sola volta, assicura l’affidabilità del sistema.

Checklist per notifiche push a prova di bomba

  1. Dati in background (Android): Vai su Impostazioni > App > App bancaria > Dati mobili e Wi-Fi e assicurati che l’opzione “Dati in background” sia attiva.
  2. Ottimizzazione batteria (Android): Disattiva la funzione “Ottimizzazione batteria” specificamente per la tua app bancaria per evitare che il sistema la blocchi.
  3. Aggiornamento in background (iOS): Vai su Impostazioni > Generali > Aggiorna app in background e verifica che sia abilitata per l’app della tua banca.
  4. Permessi notifiche (iOS): In Impostazioni > Notifiche > App bancaria, assicurati che “Consenti notifiche” sia attivo e scegli uno stile di avviso visibile.
  5. Backup via email: Come ulteriore sicurezza, attiva anche gli alert via email (sempre gratuiti) per le operazioni più importanti, creando una ridondanza a costo zero.

Seguendo questi punti, trasformerai il tuo smartphone in un terminale di controllo finanziario affidabile, eliminando ogni preoccupazione sulla ricezione degli avvisi e rendendo l’SMS un ricordo del passato.

Notifica di spesa o codice OTP: quali SMS sono essenziali e quali superflui?

Non tutti gli SMS provenienti dalla banca sono uguali. Confondere un SMS informativo con un SMS autorizzativo è un errore comune che impedisce a molti di tagliare i costi. È fondamentale capire la differenza: una categoria è superflua e a pagamento, l’altra è essenziale e, per legge, gratuita. Questa distinzione è il cuore di una corretta “igiene digitale finanziaria”.

Gli SMS informativi (o “alert”) sono quelli che ti avvisano di eventi già accaduti: “Effettuata spesa di 50 €”, “Accreditato stipendio”, “Il tuo saldo è X”. Questi sono i messaggi a pagamento, del tutto sostituibili dalle notifiche push. Gli SMS autorizzativi, invece, contengono il codice OTP (One-Time Password) necessario per approvare un’operazione che stai compiendo, come un pagamento online o un bonifico. Questi messaggi sono parte integrante del sistema di sicurezza e non possono essere disattivati.

La buona notizia? La direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2) ha stabilito regole chiare per la Strong Customer Authentication (SCA). Di conseguenza, il 100% degli SMS OTP devono essere gratuiti per il cliente. La banca non può addebitarti alcun costo per l’invio di un codice necessario a completare un’operazione sicura. Paghi solo per le notifiche che, paradossalmente, sono le meno utili.

Visualizzazione della differenza tra SMS essenziali OTP e alert informativi superflui

Questa visualizzazione aiuta a cementare il concetto: i codici OTP sono un lucchetto di sicurezza obbligatorio e gratuito, mentre gli alert informativi sono semplici post-it che paghi inutilmente. La tabella seguente, basata sulle indicazioni normative di documenti come quelli analizzati da testate finanziarie specializzate, riassume la differenza.

SMS Essenziali vs Superflui secondo PSD2
Tipo SMS Esempio Obbligatorio Costo
OTP Autorizzazione Codice OTP 123456 per autorizzare pagamento Sì (PSD2) Gratuito
Conferma operazione Autorizzato bonifico di 500€ No A pagamento
Alert spesa Spesa di 25€ presso negozio XY No A pagamento
Saldo periodico Il tuo saldo è 1.250€ No A pagamento

Capire questa distinzione è liberatorio. Puoi disattivare con tranquillità tutti gli alert a pagamento, sapendo che continuerai a ricevere gratuitamente i codici OTP essenziali per la tua operatività bancaria.

L’errore di affidarsi agli SMS che non sono criptati e possono essere intercettati

Oltre al costo economico, affidarsi agli SMS per le notifiche informative comporta un costo nascosto ben più grave: il rischio per la sicurezza. L’SMS è una tecnologia vecchia, nata in un’epoca in cui la sicurezza digitale non era una priorità. A differenza delle notifiche push, che viaggiano su un canale criptato tra i server della banca e la tua app, i messaggi SMS sono trasmessi in chiaro. Questo li rende vulnerabili a tecniche di frode come lo “smishing”.

Lo smishing (una combinazione di SMS e phishing) è una truffa in cui i criminali inviano un SMS che sembra provenire dalla tua banca, spesso sfruttando una tecnica chiamata “sender ID spoofing”. Questa tecnica permette ai truffatori di far apparire il loro messaggio truffaldino all’interno della stessa conversazione dei messaggi legittimi della banca. Il risultato è che l’utente si fida e cade nella trappola.

L’allarme lanciato dalle autorità è chiaro. Come spiegato dalla Polizia Postale in un avviso riportato da diverse testate, il meccanismo è tanto semplice quanto efficace:

Così tra i messaggi della tua banca, con lo stesso nome mittente dell’istituto bancario, i truffatori inviano l’SMS truffa. I correntisti abboccano perché presi dal panico e perché pensano sia davvero un messaggio inviato dalla propria banca. I truffatori attraverso servizi online riescono a digitare nel campo mittente il nome della banca.

– Polizia Postale, Cyber Security Italia – Dicembre 2023

Le conseguenze possono essere devastanti. Scegliere di eliminare le notifiche SMS informative non è solo un modo per risparmiare: è una misura di sicurezza attiva. Riducendo il “rumore” di fondo degli SMS legittimi ma superflui, aumenti la probabilità di riconoscere un tentativo di frode e di non cadere in trappola.

Studio di caso: il furto da 29.000 euro tramite smishing in Italia

Un caso emblematico, riportato da Cybersec Italia, ha coinvolto una professionista di Terni. Ha ricevuto un SMS, apparentemente dalla sua banca, che la avvisava di “accessi anomali” al suo conto. Presa dal panico, ha cliccato sul link contenuto nel messaggio, che l’ha reindirizzata a una pagina clone del sito della banca. Una volta inserite le sue credenziali, i truffatori hanno avuto via libera, sottraendole 29.000 euro. Questo dimostra come un singolo SMS, percepito come legittimo, possa causare danni enormi.

In confronto, le notifiche push sono intrinsecamente più sicure. Sono legate al tuo dispositivo e all’app, protette da crittografia e non possono essere falsificate con la stessa facilità. Scegliere le push significa passare da una sicurezza passiva a una sicurezza attiva.

Quando gli SMS della banca non arrivano all’estero e come risolvere il problema prima di partire?

Un altro costo nascosto legato all’affidamento sugli SMS bancari si manifesta nel momento peggiore: durante un viaggio all’estero. Quanti viaggiatori si sono trovati nell’impossibilità di effettuare un pagamento online o accedere al proprio home banking perché l’SMS con il codice OTP non arrivava? Questo problema, frustrante e potenzialmente bloccante, è molto comune.

La causa è legata agli accordi di roaming tra il proprio operatore telefonico italiano (come TIM, Vodafone, WindTre, Iliad) e gli operatori del paese in cui ci si trova. Non tutti gli accordi garantiscono una consegna tempestiva o affidabile degli SMS, specialmente quelli di servizio. A volte i messaggi arrivano con ore di ritardo, altre volte non arrivano affatto, lasciando il correntista in un limbo digitale proprio quando ha più bisogno di accedere ai suoi fondi.

Soluzioni per ricevere notifiche bancarie durante viaggi all'estero

Ancora una volta, la soluzione è abbandonare questo canale obsoleto in favore di alternative moderne, pensate per un mondo connesso. Le notifiche push e i generatori di codici OTP integrati nelle app bancarie funzionano ovunque ci sia una connessione dati, sia essa Wi-Fi o tramite rete mobile. Questo elimina la dipendenza dagli incerti accordi di roaming SMS.

Per viaggiare senza stress e senza il rischio di rimanere bloccati, è sufficiente prepararsi con qualche giorno di anticipo. Ecco una lista di controlli da effettuare prima della partenza:

  • Abilita l’operatività estera: Molte app bancarie richiedono di abilitare l’operatività in paesi extra-UE per motivi di sicurezza. Fallo almeno 48 ore prima di partire.
  • Configura la generazione OTP offline: Alcune app (es. Intesa, UniCredit, Fineco) permettono di generare codici OTP direttamente dal dispositivo, anche senza connessione. Attiva e testa questa funzione prima di partire.
  • Considera una eSIM dati: Per destinazioni extra-UE, l’acquisto di una eSIM dati locale (es. Airalo, Holafly) è spesso più economico del roaming e garantisce una connessione stabile per ricevere notifiche push e usare l’app.
  • Avvisa la banca: Per viaggi lunghi o in destinazioni insolite, una breve telefonata al servizio clienti può prevenire blocchi automatici antifrode sulla tua carta.
  • Verifica gli accordi di roaming: Se proprio devi fare affidamento sugli SMS, contatta il tuo operatore per verificare la copertura e gli accordi specifici per il paese di destinazione.

Prepararsi in questo modo significa garantirsi l’accesso continuo e sicuro ai propri servizi bancari, trasformando un potenziale problema in una semplice formalità.

Email o Push: quale avviso scegliere per sapere immediatamente quando arriva lo stipendio?

Una volta abbandonato il canale SMS, la scelta per le notifiche informative si riduce a due opzioni, entrambe gratuite: email e notifiche push. Sebbene possano sembrare simili, rispondono a esigenze diverse, specialmente per un evento tanto atteso come l’accredito dello stipendio. La scelta dipende da cosa privilegi: l’immediatezza o l’archiviazione.

La notifica push è la campionessa dell’immediatezza. Appare direttamente sullo schermo del tuo smartphone nel momento esatto in cui la banca processa l’accredito. È la soluzione ideale per chi desidera un controllo in tempo reale del proprio flusso di cassa. Offre quella gratificazione istantanea di vedere il saldo aggiornarsi, permettendo di pianificare subito le spese o i pagamenti. Tuttavia, le notifiche push sono per loro natura effimere: una volta lette o cancellate, può essere difficile recuperarle.

L’email, d’altra parte, è la regina dell’archiviazione. L’avviso di accredito arriva nella tua casella di posta, dove rimane per sempre. Può essere facilmente ricercato, etichettato e archiviato, diventando un documento utile per la contabilità personale. Alcune banche allegano anche una contabile in PDF, aggiungendo valore documentale. Lo svantaggio è la velocità: un’email può impiegare da pochi secondi a diversi minuti per arrivare, a seconda dei server di posta. Non offre la stessa sensazione di “tempo reale” di una notifica push.

Quindi, quale scegliere? La strategia migliore è non scegliere, ma usarle entrambe in modo complementare. Imposta la notifica push per avere la consapevolezza immediata dell’accredito. Allo stesso tempo, mantieni attiva la notifica via email come archivio storico e per avere un documento formale. Molte app bancarie e client di posta (come Gmail) permettono di creare filtri e regole avanzate per gestire questi avvisi in modo intelligente, ad esempio applicando un’etichetta “Stipendio” a tutte le email pertinenti.

Perché la banca non ti chiederà mai le credenziali complete via email o telefono?

Nel processo di modernizzazione della gestione bancaria, un pilastro fondamentale è la consapevolezza delle regole di sicurezza. Una delle regole d’oro, che funge da scudo contro il 99% dei tentativi di phishing e vishing (phishing telefonico), è questa: la tua banca non ti chiederà MAI le tue credenziali di accesso complete.

Questa non è una semplice politica interna, ma un principio di sicurezza fondamentale. Un operatore bancario legittimo non ha bisogno della tua password completa, del PIN della tua carta o dei codici OTP che ricevi per operare. I sistemi interni sono progettati per permettere all’assistenza di aiutarti identificandoti tramite altre informazioni, che prese singolarmente non compromettono la sicurezza del tuo conto. I truffatori, invece, hanno bisogno proprio di quelle “chiavi” complete per entrare.

Conoscere la differenza tra ciò che un operatore può legittimamente chiedere e ciò che non chiederà mai è la tua prima linea di difesa. Se durante una telefonata o in un’email ti viene richiesto anche solo uno degli elementi nella colonna “NON chiederà MAI”, devi interrompere immediatamente la comunicazione e contattare la tua banca tramite i canali ufficiali per segnalare il tentativo di frode.

Ecco una chiara distinzione per non avere mai dubbi:

  • Cosa può chiedere la banca:
    • Nome, cognome e data di nascita per l’identificazione.
    • Codice cliente o numero di conto (spesso solo le ultime cifre).
    • Conferma degli ultimi movimenti effettuati per verificare la tua identità.
  • Cosa NON chiederà MAI la banca:
    • La password completa del tuo home banking.
    • Il PIN di 5 cifre della tua carta di debito o credito.
    • I codici OTP che hai appena ricevuto via SMS o app.
    • I dati completi della tua carta (numero, scadenza e CVV).

Questa conoscenza trasforma l’utente da potenziale vittima a parte attiva della sicurezza. Ogni volta che ricevi una comunicazione sospetta, passala al setaccio di queste regole. È il metodo più efficace per distinguere un contatto legittimo da un tentativo di truffa.

Punti chiave da ricordare

  • Gli SMS informativi sono un costo annuo di circa 20€ facilmente azzerabile, mentre i codici OTP sono sempre gratuiti per legge (PSD2).
  • Le notifiche push sono più sicure degli SMS perché criptate e meno vulnerabili a frodi come lo smishing (falsificazione del mittente).
  • Per garantire la ricezione delle notifiche push è sufficiente controllare le impostazioni di batteria e dati in background del proprio smartphone.

Perché la banca ti chiede due codici per pagare online e come evitare blocchi improvvisi?

L’ultimo tassello per comprendere appieno il moderno ecosistema della sicurezza bancaria è la “Strong Customer Authentication” (SCA). Se ti sei mai chiesto perché per un pagamento online devi prima inserire i dati della carta e poi approvare l’operazione dall’app o con un codice OTP, la risposta è proprio la SCA. È un requisito introdotto dalla direttiva europea PSD2 per rendere i pagamenti elettronici più sicuri in tutta Europa.

Il principio è semplice: per autorizzare un’operazione, devi provare la tua identità utilizzando almeno due fattori di autenticazione indipendenti. Questi fattori rientrano in tre categorie:

  1. Conoscenza: qualcosa che solo tu sai (es. la password o il PIN).
  2. Possesso: qualcosa che solo tu hai (es. il tuo smartphone su cui ricevi un codice o una notifica push).
  3. Inerenza: qualcosa che sei (es. la tua impronta digitale o il riconoscimento facciale).

Quando paghi online, l’inserimento della password (conoscenza) e la successiva approvazione tramite notifica push sul tuo telefono (possesso) soddisfano i requisiti della SCA. Questo rende la vita molto più difficile ai truffatori: anche se rubassero la tua password, non potrebbero completare l’operazione senza avere fisicamente accesso al tuo telefono.

Esistono tuttavia delle eccezioni per non rendere il processo troppo macchinoso. Ad esempio, non è richiesta la SCA per i pagamenti di piccolo importo, generalmente sotto i 30€ per transazione, o per i pagamenti ricorrenti verso esercenti che hai salvato come “fidati”. Questo spiega perché a volte il pagamento è immediato. A volte, però, i sistemi antifrode possono essere troppo zelanti e bloccare transazioni legittime. Per evitare blocchi improvvisi, specialmente per acquisti importanti, puoi adottare alcuni accorgimenti:

  • Mantieni l’app aggiornata: Assicurati di avere sempre l’ultima versione dell’app bancaria installata.
  • Controlla i limiti di spesa: Verifica e, se necessario, modifica i massimali per i pagamenti online nella sezione Sicurezza del tuo home banking.
  • Evita le VPN durante i pagamenti: L’uso di una VPN può far scattare un allarme antifrode, poiché la tua connessione sembra provenire da un altro paese.
  • Preavvisa la banca per grosse spese: Se devi effettuare un acquisto di importo molto elevato (es. superiore a 1000€), una notifica preventiva alla banca tramite app o telefono può evitare un blocco automatico.

Comprendere la logica della SCA ti permette non solo di navigare i pagamenti online con maggiore sicurezza, ma anche di risolvere proattivamente i piccoli intoppi, completando la tua transizione verso una gestione finanziaria digitale pienamente consapevole.

Ora che hai tutti gli strumenti per analizzare i costi e i rischi, l’azione più logica è prendere il controllo. Apri l’app della tua banca, entra nelle impostazioni delle notifiche e disattiva oggi stesso tutti gli alert via SMS a pagamento. È un’operazione che richiede due minuti ma che ti garantirà un risparmio costante e un significativo aumento della tua sicurezza finanziaria.

Scritto da Marco Valli, Esperto di Digital Banking e Fintech con 12 anni di esperienza nella trasformazione digitale degli istituti di credito italiani. Specializzato in Open Banking, PSD2 e sistemi di pagamento innovativi, guida i risparmiatori nell'utilizzo sicuro delle nuove tecnologie finanziarie.