Pubblicato il Marzo 15, 2024

Contrariamente a quanto si pensi, la Cessione del Quinto non è un prestito “facile”, ma un ingranaggio finanziario preciso dove la rigidità è il prezzo da pagare per l’accesso al credito.

  • La vera garanzia non è l’affidabilità del richiedente, ma il suo datore di lavoro o l’ente pensionistico che agisce da “sostituto d’imposta”.
  • Il costo reale del prestito non è nel TAN pubblicizzato, ma nel TAEG, gonfiato dai costi obbligatori della polizza assicurativa.

Raccomandazione: Ignorare i simulatori online e richiedere sempre il documento ufficiale “Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori” (SECCI/SINTESI) per un confronto trasparente e veritiero.

Ricevere un “no” dalla banca a una richiesta di prestito a causa di una segnalazione in CRIF come “cattivo pagatore” è un’esperienza frustrante e spesso percepita come un punto di non ritorno. In questo scenario, la Cessione del Quinto dello stipendio o della pensione emerge quasi sempre come l’unica ancora di salvezza, una soluzione quasi “magica” per ottenere liquidità quando tutte le altre porte sembrano chiuse. Questa percezione, sebbene comprensibile, è incompleta e potenzialmente rischiosa. La cessione non è un atto di fiducia verso il richiedente, ma un prodotto finanziario basato su un meccanismo di garanzia ferreo che sposta il rischio interamente sulla fonte del reddito.

Ma se la vera forza della cessione – la sua accessibilità – fosse anche la sua più grande debolezza? La sua struttura rigida, che la rende sicura per le banche, nasconde complessità e costi impliciti che il consumatore medio spesso ignora. Dall’impatto reale della polizza assicurativa sul costo totale, ai veri limiti imposti dall’età, fino all’inaffidabilità dei simulatori online, esistono diverse “trappole” informative. Questo articolo non si limiterà a spiegare i requisiti di base. Il nostro obiettivo è smontare il meccanismo della Cessione del Quinto, svelarne la logica interna e fornire gli strumenti per trasformare un richiedente vulnerabile in un consumatore consapevole, capace di negoziare da una posizione di forza, anche essendo un cattivo pagatore.

In questa guida approfondita, analizzeremo passo dopo passo ogni aspetto cruciale della Cessione del Quinto, fornendo risposte chiare e strumenti pratici. Esploreremo perché questo strumento sia così efficace per i segnalati, come calcolare correttamente l’importo cedibile e quali sono le reali condizioni per il rinnovo. Il sommario seguente offre una panoramica completa degli argomenti che affronteremo.

Sommario: La tua guida definitiva alla Cessione del Quinto per cattivi pagatori

Perché la cessione del quinto è l’unica via per ottenere credito se sei segnalato in CRIF?

La risposta non risiede in una maggiore “bontà” delle finanziarie che erogano questo prodotto, ma in un fondamentale cambio di paradigma nella valutazione del rischio. A differenza di un prestito personale standard, dove la banca valuta la tua storia creditizia (il tuo “merito”), nella Cessione del Quinto la garanzia non sei tu, ma il tuo datore di lavoro o l’ente pensionistico (come l’INPS). Il meccanismo si basa su una triangolazione in cui il rischio di insolvenza del debitore è quasi azzerato.

Questa struttura rende il prestito estremamente sicuro per l’istituto di credito. La rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione prima ancora che l’importo netto ti venga accreditato. Di conseguenza, la tua affidabilità personale diventa secondaria. Anche in presenza di segnalazioni negative nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) come CRIF, la banca ha la certezza matematica che la rata verrà pagata puntualmente. Per questo, secondo le analisi di settore, la cessione del quinto è accessibile anche con 2 o più rate insolute segnalate. I vantaggi chiave di questo sistema sono:

  • La garanzia è il reddito: La stabilità del tuo contratto di lavoro (a tempo indeterminato) o della tua pensione è l’unica vera garanzia richiesta, non la tua storia finanziaria passata.
  • Rischio di insolvenza eliminato: Il datore di lavoro o l’INPS agisce come un “garante involontario”, effettuando la trattenuta diretta e versandola alla finanziaria. Questo elimina il rischio che il debitore “dimentichi” o non possa pagare la rata.
  • Privacy garantita: Il datore di lavoro gestisce solo un adempimento amministrativo e non viene a conoscenza né della finalità del prestito né della tua situazione creditizia personale.

In sostanza, la Cessione del Quinto bypassa il giudizio sul tuo passato finanziario, concentrandosi unicamente sulla stabilità del tuo futuro reddituale. Ecco perché rappresenta l’unica strada percorribile quando le altre sono sbarrate.

Come calcolare esattamente il quinto del tuo stipendio netto o della pensione?

Determinare la rata massima di una Cessione del Quinto sembra semplice: basta dividere lo stipendio netto per cinque. In realtà, il calcolo è più sfumato e dipende dalla categoria di appartenenza del richiedente. L’importo su cui si calcola il 20% – la cosiddetta “base imponibile” – non è sempre il netto percepito in busta paga o sul cedolino. È fondamentale capire queste differenze per non avere sorprese.

Calcolatrice e busta paga per calcolo cessione del quinto

Per un dipendente del settore privato, ad esempio, il calcolo spesso include la quota della tredicesima (e talvolta della quattordicesima) mensilità, che viene “spalmata” sui dodici mesi. Questo aumenta leggermente la base di calcolo e, di conseguenza, la rata massima ottenibile. Per un pensionato, invece, il calcolo è più diretto e si basa sulla pensione netta, ma bisogna escludere la quota minima di sopravvivenza, un importo impignorabile stabilito per legge. I dipendenti pubblici, grazie a convenzioni specifiche come NoiPA, possono beneficiare di condizioni ancora più vantaggiose e accedere anche a una seconda trattenuta, il cosiddetto “doppio quinto” o Delega di Pagamento.

Il modo migliore per visualizzare queste differenze è attraverso un confronto diretto, come mostra la tabella seguente basata su dati di settore. Come evidenziato in un’analisi della Banca d’Italia, la corretta identificazione della base di calcolo è essenziale.

Calcolo del quinto cedibile: dipendenti vs pensionati
Tipologia Base di calcolo Esempio pratico Rata massima
Dipendente privato Stipendio netto mensile x 13/12 1.500€ x 13/12 = 1.625€ 325€/mese
Pensionato INPS Pensione netta mensile 1.200€ netto 240€/mese
Dipendente pubblico Stipendio + possibile doppio quinto 1.500€ netto Fino a 600€/mese con delega

Rinnovo dopo i 2/5 del periodo: quando puoi rifinanziare la cessione per avere nuova liquidità?

La Cessione del Quinto è un prestito rigido, con una rata e una durata fisse. Tuttavia, esiste un’importante valvola di flessibilità: il rinnovo. Questa operazione consente di estinguere il finanziamento in corso e stipularne uno nuovo, ottenendo così nuova liquidità. La legge, però, impone una regola precisa: il rinnovo è possibile solo dopo aver rimborsato almeno i due quinti (il 40%) del piano di ammortamento originario. Ad esempio, su una cessione di 10 anni (120 mesi), si potrà richiederne il rinnovo solo dopo 4 anni (48 mesi).

Il rinnovo è a tutti gli effetti una nuova operazione di credito. La finanziaria calcolerà il debito residuo del vecchio prestito, lo estinguerà per conto del cliente e verserà a quest’ultimo la differenza tra il nuovo importo erogato e il debito estinto. È un’opportunità interessante per chi ha bisogno di nuova liquidità senza aggiungere un’ulteriore rata. Inoltre, al momento dell’estinzione anticipata del vecchio prestito, si ha diritto al rimborso dei costi non goduti, come una parte dei premi assicurativi e delle commissioni, che devono essere restituiti dall’istituto di credito.

Esiste un’eccezione alla regola dei 2/5. Per i prestiti di durata pari o inferiore a 60 mesi (5 anni), è possibile richiedere il rinnovo anche prima di aver raggiunto il 40% del piano, a condizione che si stipuli un nuovo contratto di durata decennale e che sia la prima operazione di questo tipo. Questa opzione offre una maggiore flessibilità per i finanziamenti più brevi. Il rinnovo, quindi, non è solo un modo per ottenere fondi freschi, ma anche l’unica vera forma di rinegoziazione prevista da questo strumento finanziario così strutturato.

L’errore di non controllare i costi della polizza rischio vita/impiego inclusa nella rata

Uno degli errori più comuni e costosi che si commettono quando si valuta una Cessione del Quinto è concentrarsi unicamente sul TAN (Tasso Annuo Nominale) e sull’importo della rata, ignorando il peso di un costo obbligatorio e significativo: la polizza assicurativa. Per legge, ogni Cessione del Quinto deve essere accompagnata da un’assicurazione che copra il rischio vita (per tutti) e il rischio impiego (per i dipendenti). Questo costo non è un optional e viene integrato direttamente nel calcolo del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), ovvero il vero indicatore del costo totale del prestito.

L’incidenza di questa polizza può essere enorme. Secondo le stime del settore creditizio, la polizza assicurativa obbligatoria può incidere fino al 30% sul TAEG totale del finanziamento. Questo significa che un prestito pubblicizzato con un TAN apparentemente basso può rivelarsi molto più oneroso una volta inclusi i costi assicurativi. Il premio della polizza, inoltre, varia in base a fattori soggettivi come l’età del richiedente, la sua salute, la professione e l’anzianità di servizio, oltre che la solidità dell’azienda per cui lavora.

È fondamentale leggere attentamente le condizioni di polizza, specialmente per la copertura “rischio impiego”. Come sottolinea un esperto del settore, ci sono esclusioni importanti da considerare. In un’intervista, Giovanni Machetti, Presidente di Financit, ha chiarito un punto cruciale:

La copertura ‘rischio impiego’ non copre la dimissione volontaria o il licenziamento per giusta causa. È importante leggere attentamente le esclusioni prima di firmare.

– Giovanni Machetti, Presidente Financit, intervista Sky TG24

In caso di perdita del lavoro per motivi coperti dalla polizza, l’assicurazione salderà il debito residuo. Se il motivo non è coperto (es. dimissioni), il debito dovrà essere ripagato utilizzando il TFR maturato. Ignorare questi dettagli significa esporsi a rischi finanziari significativi.

Quando l’età avanzata impedisce di richiedere la cessione sulla pensione INPS?

Per i pensionati, la Cessione del Quinto rappresenta uno strumento di accesso al credito prezioso, ma soggetto a un vincolo invalicabile: l’età. Se per un dipendente il rischio principale per la banca è la perdita del lavoro, per un pensionato il rischio è legato all’aspettativa di vita. Per questo motivo, le compagnie assicurative e, di conseguenza, gli istituti di credito, impongono un limite massimo di età alla scadenza del finanziamento.

Pensionato che valuta documenti finanziari per cessione del quinto

Generalmente, questo limite è fissato a 85 anni. Ciò non significa che non si possa richiedere un prestito a 84 anni, ma che la durata del finanziamento sarà drasticamente ridotta. Un richiedente di 75 anni potrà tipicamente ottenere un prestito con durata massima di 10 anni (arrivando a 85 anni a fine piano), mentre un richiedente di 80 anni potrà accedere solo a piani di durata non superiore ai 5 anni. Superata una certa soglia, solitamente intorno agli 80-82 anni, diventa molto difficile, se non impossibile, trovare un istituto disposto a erogare il prestito, poiché il rischio assicurativo diventa troppo elevato.

Questo fattore ha un impatto diretto sia sull’importo ottenibile che sulla sostenibilità della rata. A parità di importo richiesto, una durata più breve comporta una rata mensile più alta. È quindi fondamentale che i pensionati in età avanzata pianifichino con attenzione le loro esigenze di liquidità. La tabella seguente illustra come l’età del richiedente influenzi direttamente la durata massima del prestito, basandosi sui limiti standard del mercato, come analizzato da diverse guide di settore.

Questa tabella, basata su dati di mercato come quelli riportati da guide specializzate, offre una visione chiara di come l’età influenzi la fattibilità e la durata del prestito. Come si può notare da analisi come quelle di Mister Credit, l’età a fine finanziamento è il parametro chiave.

Limiti di età per la cessione del quinto su pensione
Età attuale Durata massima prestito Età a fine prestito Fattibilità
70 anni 10 anni (120 mesi) 80 anni Generalmente accettata
75 anni 10 anni 85 anni Limite massimo standard
78 anni 7 anni (84 mesi) 85 anni Durata ridotta obbligatoria
80 anni 5 anni (60 mesi) 85 anni Solo alcuni istituti

Quanto aumenta la tua capacità di finanziamento se inserisci un genitore come garante?

Questa è una delle domande più frequenti e, allo stesso tempo, uno degli equivoci più diffusi riguardo alla Cessione del Quinto. La risposta breve è: zero. L’inserimento di un garante non ha alcun effetto sulla Cessione del Quinto e non è una pratica prevista da questo tipo di finanziamento. La ragione risiede nella natura stessa del prodotto: la garanzia è già intrinseca e fornita dal reddito stabile e dalla trattenuta diretta alla fonte. Aggiungere una seconda persona non aumenta la sicurezza per la banca, che è già massima.

Tuttavia, esiste un altro strumento, spesso confuso con la figura del garante, che permette effettivamente di aumentare la capacità di finanziamento: la Delega di Pagamento, comunemente nota come “doppio quinto”.

Studio di caso: Delega di Pagamento, l’alternativa al garante per aumentare la capacità

La Cessione del Quinto non prevede né beneficia di garanti. L’unico strumento per aumentare la capacità di finanziamento è la ‘Delega di Pagamento’ (doppio quinto), che permette di cedere un ulteriore quinto dello stipendio, arrivando a una trattenuta totale fino al 40%. A differenza della cessione, che è un diritto del dipendente, la Delega di Pagamento richiede l’accettazione discrezionale del datore di lavoro privato, che può rifiutarla. Per i dipendenti pubblici e statali, invece, l’accettazione è quasi sempre automatica grazie a convenzioni nazionali.

Per ottenere il doppio quinto, è necessario seguire alcuni passaggi specifici, che lo rendono un processo più complesso rispetto alla semplice cessione.

  • Verificare di avere già una Cessione del Quinto attiva da un tempo sufficiente (solitamente si richiede che siano trascorsi i 2/5 del piano).
  • Ottenere il benestare formale dal proprio datore di lavoro, se si è dipendenti di un’azienda privata.
  • Presentare la documentazione completa, che include buste paga, contratto di lavoro e certificazione del TFR maturato.
  • Assicurarsi che la rata complessiva (Cessione + Delega) non superi il 40% dello stipendio netto mensile.

Dimentica quindi l’idea del garante e, se hai bisogno di maggiore liquidità, concentra i tuoi sforzi sulla verifica della fattibilità di una Delega di Pagamento.

Perché i prestiti flessibili hanno un TAEG leggermente più alto di quelli rigidi?

Nel mondo del credito al consumo, la flessibilità ha un costo. I prestiti che offrono opzioni come “salta la rata” o “modifica l’importo” comportano per la banca un’incertezza maggiore sui flussi di cassa futuri. Per compensare questo rischio aggiuntivo e i costi amministrativi legati alla gestione di queste opzioni, gli istituti applicano un tasso di interesse leggermente superiore. Come evidenziato da analisi di mercato, i prestiti con opzioni ‘salta rata’ hanno un TAEG superiore di 1-2 punti percentuali rispetto a quelli con un piano di ammortamento fisso.

Questo concetto ci aiuta a capire, per contrasto, la vera natura della Cessione del Quinto. Essa rappresenta l’archetipo del prestito “rigido”: la sua struttura è immutabile per tutta la durata del contratto. Questa rigidità, che potrebbe sembrare uno svantaggio, è in realtà la chiave della sua accessibilità, specialmente per i cattivi pagatori.

Studio di caso: la rigidità della cessione del quinto come vantaggio per i cattivi pagatori

La Cessione del Quinto è l’esempio perfetto di prestito ‘rigido’: rata fissa trattenuta automaticamente, tasso fisso per tutta la durata, e un piano di rimborso predefinito e non modificabile. Questa assenza totale di flessibilità operativa riduce il rischio per la banca al minimo assoluto, rendendo il prestito erogabile anche a soggetti con una storia creditizia problematica. In questo contesto, la “flessibilità” non è un’opzione desiderabile, ma un elemento di rischio che verrebbe prezzato a sfavore del cliente. L’unica forma di flessibilità concessa, come visto, è l’opzione di rinnovo dopo aver rimborsato i 2/5 del piano, che però costituisce una nuova operazione di credito e non una modifica di quella esistente.

In sintesi, mentre nel mercato dei prestiti personali si paga un “premio” per la flessibilità, nel caso della Cessione del Quinto si ottiene un “beneficio” (l’accesso al credito) proprio grazie alla sua intrinseca e totale rigidità. È un compromesso fondamentale da comprendere: si rinuncia a ogni forma di elasticità in cambio della quasi certezza di ottenere la liquidità desiderata.

Punti chiave da ricordare

  • La garanzia della Cessione del Quinto non è il merito creditizio del richiedente, ma la stabilità del suo reddito e la trattenuta diretta da parte del datore di lavoro o dell’INPS.
  • Il costo reale del prestito è rappresentato dal TAEG, che include la polizza assicurativa obbligatoria, un costo che può incidere pesantemente sul totale.
  • I simulatori online sono strumenti di marketing indicativi. L’unico documento che riporta i costi reali e vincolanti è il modulo SECCI (“Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori”).

Simulatore rata prestito: quanto sono affidabili i preventivi online rispetto all’offerta reale in filiale?

I simulatori online sono onnipresenti e seducenti. Promettono preventivi immediati con pochi click, mostrando rate mensili spesso molto attraenti. Tuttavia, è fondamentale approcciare questi strumenti con estremo scetticismo. Un preventivo online è, nella migliore delle ipotesi, una stima generica e ottimistica, e nella peggiore, uno specchietto per le allodole. La differenza tra la rata mostrata dal simulatore e quella contenuta nell’offerta reale (il documento SINTESI o SECCI) può essere abissale.

I simulatori, infatti, si basano su profili di rischio ideali e spesso pubblicizzano un TAN “a partire da”, non il TAEG effettivo. Omettono o menzionano solo genericamente i costi accessori che incidono pesantemente sul costo finale: le spese di istruttoria, le commissioni di intermediazione e, soprattutto, il costo della polizza assicurativa, che viene calcolato sul profilo specifico del cliente (età, stato di salute, azienda) solo in fase di istruttoria reale.

Il confronto tra una simulazione e un’offerta reale mette in luce queste discrepanze in modo impietoso. Un’analisi comparativa basata su offerte reali, come quella possibile attraverso strumenti come Easy Money di Italcredi, mostra chiaramente il divario tra il dato pubblicitario e quello contrattuale.

Confronto tra simulatore online e offerta reale
Aspetto Simulatore Online Documento SINTESI reale
TAEG mostrato ‘A partire da 4.5%’ TAEG effettivo: 7.8% (include assicurazione)
Costi accessori Non sempre visibili Dettaglio completo spese istruttoria e incasso
Polizza assicurativa Menzionata genericamente Costo esatto: 1.200€ su 60 mesi
Personalizzazione Basata su profilo generico Calcolata su età, datore lavoro, TFR

L’unico modo per proteggersi è considerare il simulatore per quello che è (un’indicazione di massima) e passare il prima possibile alla fase successiva, richiedendo la documentazione ufficiale.

Il tuo piano d’azione: dalla simulazione all’offerta reale

  1. Richiedi il documento “Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori” (SECCI o SINTESI) prima di firmare qualsiasi cosa. È un tuo diritto.
  2. Confronta il TAEG totale, che include tutti i costi, e ignora il TAN pubblicizzato, che è solo il tasso di interesse puro.
  3. Verifica il costo esatto della polizza assicurativa obbligatoria e il suo impatto sull’importo netto erogato.
  4. Domanda esplicitamente se ci sono costi di intermediazione o altre spese non incluse nel preventivo iniziale.
  5. Fai calcolare l’importo netto che riceverai sul conto, al netto dell’estinzione di eventuali prestiti precedenti che verranno consolidati.

Valutare consapevolmente la propria situazione è il primo passo. Utilizzate queste informazioni per dialogare con gli istituti finanziari non da semplice richiedente, ma da interlocutore preparato, in grado di porre le domande giuste e di pretendere la massima trasparenza.

Domande frequenti sulla Cessione del Quinto

Posso rinnovare se sono ancora segnalato al CRIF?

Sì, la Cessione del Quinto e il suo rinnovo rimangono accessibili anche per chi è segnalato come cattivo pagatore, a condizione che siano trascorsi i 2/5 (il 40%) del piano di ammortamento del prestito originario.

Cosa succede al premio assicurativo del vecchio prestito quando lo rinnovo?

Al momento del rinnovo, che comporta un’estinzione anticipata del vecchio finanziamento, hai diritto al rimborso della parte di premio assicurativo già pagato ma non goduto. È importante richiederlo attivamente all’istituto finanziario, poiché non sempre viene proposto in automatico.

Conviene sempre rinnovare per consolidare altri debiti?

Non necessariamente. La convenienza dipende da un confronto matematico: devi confrontare il TAEG del nuovo prestito (il rinnovo) con i tassi di interesse dei debiti che intendi consolidare. Se i vecchi debiti hanno tassi più alti, il consolidamento può essere vantaggioso, altrimenti rischi di pagare di più.

Scritto da Roberto Gentile, Mediatore Creditizio Senior iscritto all'OAM con 20 anni di esperienza in mutui ipotecari e prestiti personali. Esperto in rinegoziazione, surroga e analisi dei tassi d'interesse per l'acquisto della prima casa.