Pubblicato il Marzo 15, 2024

In sintesi:

  • Il Bonus Prima Casa Under 36 non è un regalo, ma una garanzia statale che facilita l’accesso al mutuo 100%, a patto di rispettare requisiti stringenti.
  • Avere un ISEE superiore a 40.000 € annui è il principale motivo di esclusione dall’accesso prioritario al Fondo di Garanzia Consap.
  • Anche con un mutuo al 100%, dovrai sostenere di tasca tua costi iniziali significativi (notaio, agenzia, tasse) per diverse migliaia di euro.
  • Firmare una proposta d’acquisto senza aver ottenuto una pre-delibera del mutuo dalla banca è l’errore più rischioso, che può farti perdere la caparra.
  • I fondi statali sono limitati: agire con tempismo e presentare una pratica completa è fondamentale per “prenotare” la garanzia.

Il sogno di acquistare la prima casa per un giovane in Italia spesso si scontra con una realtà complessa: la mancanza di un anticipo e la difficoltà di ottenere un mutuo senza garanzie solide. Il Bonus Prima Casa Under 36 è nato proprio per rispondere a questa esigenza, presentandosi come la soluzione ideale. Molti ne parlano come di una scorciatoia per ottenere un mutuo al 100%, ma la narrazione è spesso incompleta. Si elencano i requisiti di base – avere meno di 36 anni, un ISEE contenuto – e si suggerisce di rivolgersi alla banca. Ma questo approccio omette i dettagli più cruciali, le cosiddette “trappole burocratiche” che possono trasformare il sogno in un incubo costellato di rifiuti e perdite economiche.

La verità è che accedere a questa agevolazione non è una semplice richiesta, ma una vera e propria navigazione strategica. La chiave non è solo sapere “cosa” fare, ma “come” farlo per evitare gli errori comuni. Questo non è l’ennesimo articolo che elenca i vantaggi del bonus. Questa è una guida operativa, pensata per chi non ha genitori che possano fare da garante e deve contare solo sulle proprie forze. Ti accompagneremo passo dopo passo attraverso le insidie del processo: dalla corretta interpretazione del tuo ISEE alla gestione dei costi vivi non coperti dal mutuo, fino alla mossa cruciale da compiere prima ancora di firmare una proposta d’acquisto. L’obiettivo è trasformare la promessa della garanzia statale in un’approvazione concreta e sicura, senza sorprese.

Per affrontare questo percorso con la massima chiarezza, abbiamo strutturato l’articolo per rispondere in modo preciso a ogni dubbio, dal requisito ISEE ai costi nascosti, fino all’affidabilità dei simulatori online. Ecco i punti che analizzeremo in dettaglio.

Perché un ISEE superiore a 40.000 € ti esclude dalle agevolazioni fiscali prioritarie?

Il requisito dell’ISEE è il primo, e più rigido, paletto per accedere alle condizioni più vantaggiose del Bonus Prima Casa Under 36. La regola è chiara: per ottenere la garanzia statale potenziata e avere la priorità nell’assegnazione dei fondi, è necessario presentare un’attestazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in corso di validità. Secondo le normative, per accedere al Fondo di Garanzia è necessario un ISEE non superiore a 40.000 euro. Superare questa soglia, anche di poco, significa perdere l’accesso prioritario e la possibilità di ottenere la garanzia statale all’80% della quota capitale, elemento fondamentale per le banche per concedere un mutuo che copra l’intero valore dell’immobile.

L’ISEE, infatti, non misura solo il reddito, ma considera l’intero patrimonio mobiliare e immobiliare del nucleo familiare. Questo significa che anche la presenza di risparmi consistenti o di altre proprietà, anche se non direttamente a nome del richiedente ma di un membro del nucleo, può far lievitare l’indicatore oltre la soglia. Per questo, una navigazione strategica è essenziale prima ancora di presentare la domanda. È fondamentale calcolare in anticipo il proprio ISEE e, se necessario, adottare alcune strategie lecite per ottimizzarlo.

Ecco alcune azioni da considerare attentamente:

  • Uscire dal nucleo familiare dei genitori: Se si è maggiorenni e si ha una residenza diversa, è possibile presentare un ISEE calcolato solo sui propri redditi e patrimoni.
  • Gestione del patrimonio mobiliare: Cointestare conti correnti o investimenti può aiutare a ridurre il patrimonio individuale conteggiato.
  • Tempistica della DSU: Presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) dopo aver sostenuto spese mediche o altre spese deducibili può abbassare l’indicatore.
  • Verifica della compilazione: Errori banali nella compilazione della DSU sono una causa comune di ISEE gonfiati. Un doppio controllo è sempre consigliato.

Come lo Stato fa da garante per te se non hai genitori che possono firmare il mutuo?

Per un giovane senza un anticipo consistente o una famiglia in grado di offrire garanzie, ottenere un mutuo è spesso un’impresa. È qui che interviene il meccanismo centrale del bonus: la garanzia pubblica offerta dal Fondo Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici). In pratica, lo Stato si fa garante per te nei confronti della banca, riducendo drasticamente il rischio per l’istituto di credito e rendendolo più propenso a finanziare fino al 100% del valore dell’immobile.

Per i richiedenti under 36 con ISEE inferiore a 40.000 euro, questa garanzia è stata potenziata: lo Stato copre fino all’80% della quota capitale del mutuo, per un importo massimo del finanziamento di 250.000 euro. Questo significa che, in caso di insolvenza del mutuatario, la banca sa di poter recuperare una larga parte del capitale direttamente dal Fondo. Questa sicurezza permette alle banche aderenti di superare le loro normali politiche di credito, che di solito richiedono un anticipo del 20% (Loan-to-Value dell’80%).

Funzionario bancario che esamina documenti per mutuo con garanzia Consap

È importante, però, non confondere la garanzia statale con quella di un genitore. Sebbene entrambe facilitino l’accesso al credito, operano in modi molto diversi, con requisiti e implicazioni differenti per il mutuatario, come evidenziato dalla tabella sottostante.

Il confronto tra le due opzioni, come illustrato in questa analisi comparativa delle garanzie, chiarisce perché il Fondo Consap rappresenti una vera e propria rivoluzione per l’autonomia dei giovani acquirenti.

Garanzia Statale vs Garante Fisico
Aspetto Garanzia Consap 80% Garante Genitore
Copertura Fino all’80% quota capitale 100% responsabilità solidale
Requisiti ISEE Max 40.000€ Nessun limite
Tassi interesse Calmierati (max TEGM) Standard di mercato
Tempi approvazione 20 giorni Consap + 90 giorni banca Tempi standard banca

Notaio, agenzia e tasse: quali costi devi comunque pagare di tasca tua col mutuo 100%?

L’espressione “mutuo al 100%” è tanto attraente quanto potenzialmente ingannevole. Sebbene il finanziamento possa coprire l’intero prezzo di acquisto dell’immobile, esistono una serie di costi vivi e spese accessorie che rimangono interamente a carico dell’acquirente. Ignorare queste voci di spesa è un errore comune che può creare seri problemi di liquidità al momento del rogito. È fondamentale, quindi, avere un quadro chiaro e realistico di quanto denaro si dovrà effettivamente sborsare di tasca propria.

Questi costi, non coperti dal mutuo, includono diverse categorie obbligatorie:

  • Spese notarili: L’onorario del notaio per la stipula sia dell’atto di compravendita sia dell’atto di mutuo.
  • Provvigione agenzia immobiliare: Se l’acquisto avviene tramite intermediario, la sua commissione (solitamente tra il 3% e il 4% del prezzo di vendita + IVA) è uno dei costi più ingenti.
  • Spese di perizia e istruttoria: La banca addebita un costo per la perizia tecnica che valuta l’immobile e per l’istruttoria della pratica di mutuo.
  • Imposte: Anche se le agevolazioni under 36 hanno azzerato in passato le imposte di registro, ipotecaria e catastale, rimane l’imposta sostitutiva per i mutui prima casa nel 2025, pari allo 0,25% del capitale finanziato.
  • Polizze assicurative: La polizza scoppio e incendio sull’immobile è obbligatoria per legge e il suo costo va anticipato.

Studio di caso: i costi reali per un bilocale da 200.000 €

Per rendere l’idea più concreta, prendiamo l’esempio di un acquisto di un bilocale a Milano del valore di 200.000 €. Anche ottenendo un mutuo al 100%, l’acquirente dovrebbe affrontare i seguenti costi non finanziati: spese notarili per circa 2.500 €, provvigione dell’agenzia al 3% (pari a 6.000 € + IVA), una perizia bancaria di circa 320 €, il premio annuale per la polizza scoppio/incendio (circa 500 €) e l’imposta sostitutiva dello 0,25% sul mutuo (500 €). Il totale dei costi da sostenere immediatamente si aggira intorno ai 10.000 €, una cifra che va pianificata con largo anticipo.

L’errore di fare la proposta d’acquisto senza avere la pre-delibera del mutuo Consap

L’entusiasmo di aver trovato la casa dei sogni può portare a commettere l’errore più grave e costoso di tutto il processo: firmare una proposta d’acquisto vincolante senza avere la certezza di ottenere il finanziamento. Molti pensano che rientrare nei requisiti del Bonus Under 36 garantisca automaticamente l’erogazione del mutuo. Non è così. La banca svolge sempre una propria valutazione del merito creditizio (la capacità del richiedente di rimborsare il debito) e l’esito non è mai scontato. Firmare una proposta e versare una caparra confirmatoria senza una garanzia finanziaria solida espone al rischio di perdere l’intera somma versata se la banca dovesse negare il mutuo.

La soluzione per azzerare questo rischio si chiama pre-delibera del mutuo (o “delibera reddituale”). Si tratta di un’analisi che la banca effettua sulla situazione reddituale e patrimoniale del richiedente *prima* che venga individuato un immobile specifico. Se l’esito è positivo, la banca rilascia un documento che attesta la disponibilità a concedere un mutuo fino a un certo importo. Questa “lettera di concedibilità” ha una validità di alcuni mesi e rappresenta una vera e propria arma negoziale.

Documenti contrattuali per acquisto casa con penna e calcolatrice su tavolo

Tuttavia, anche con la pre-delibera, è fondamentale tutelarsi legalmente. Qualsiasi proposta d’acquisto dovrebbe sempre contenere una clausola specifica che la renda non vincolante fino all’effettiva approvazione del finanziamento. Seguire un piano d’azione rigoroso è l’unica via per procedere in sicurezza.

Piano d’azione per una proposta d’acquisto sicura

  1. Richiedere sempre una pre-delibera reddituale alla banca prima di iniziare la ricerca attiva dell’immobile.
  2. Inserire obbligatoriamente nella proposta una clausola sospensiva condizionata all’ottenimento del mutuo (ai sensi dell’art. 1353 del Codice Civile).
  3. Specificare chiaramente nella clausola: “proposta subordinata all’ottenimento di un mutuo con garanzia Consap all’80%”.
  4. Concordare con il venditore tempistiche realistiche (almeno 90-120 giorni) per la stipula del rogito, necessarie per completare l’iter con Consap e la banca.
  5. Evitare di versare caparre confirmatorie elevate; se richieste, valutare l’opzione di una fideiussione bancaria a garanzia della somma.

Quando terminano i fondi statali per i mutui giovani e come prenotare la garanzia in tempo?

Un aspetto cruciale, e spesso sottovalutato, del Fondo di Garanzia Consap è che le sue risorse non sono infinite. Lo Stato stanzia periodicamente una determinata somma per finanziare la misura e, una volta esaurita, il “rubinetto” delle garanzie si chiude fino a nuovo rifinanziamento. Questo introduce un elemento di urgenza e competizione: non basta avere i requisiti, bisogna anche agire con il giusto tempismo per “prenotare” la propria fetta di garanzia prima che i fondi finiscano. La buona notizia è che il Governo ha mostrato un impegno costante nel sostenere la misura, e per il prossimo futuro sono stati messi a disposizione fondi per 670 milioni di euro per il triennio 2025-2027, assicurando continuità all’iniziativa.

Tuttavia, la popolarità del bonus significa che i fondi possono comunque esaurirsi più velocemente del previsto. La “prenotazione” della garanzia non avviene al momento della richiesta alla banca, ma nel momento esatto in cui la banca, dopo aver completato la propria istruttoria, carica la pratica sul portale telematico di Consap. La priorità è data dall’ordine cronologico di presentazione delle domande. Questo significa che chi prima arriva, meglio alloggia. Essere lenti o presentare una documentazione incompleta può far slittare la propria pratica, con il rischio di trovare i fondi già esauriti.

Per massimizzare le proprie chance, è fondamentale seguire una strategia proattiva:

  • Monitorare i fondi: Consultare regolarmente la sezione news del sito ufficiale di Consap, che fornisce aggiornamenti periodici sulla dotazione residua del Fondo.
  • Scegliere la banca giusta: Verificare l’elenco delle banche e degli intermediari finanziari aderenti all’iniziativa, disponibile sui siti di Consap e dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana).
  • Preparare la documentazione: Avere già pronta tutta la documentazione necessaria, a partire da un ISEE aggiornato e corretto, accelera l’istruttoria da parte della banca.
  • Sollecitare la pratica: Una volta presentata la domanda, mantenere un contatto costante con il proprio referente in banca per assicurarsi che la pratica venga lavorata e caricata sul portale Consap senza ritardi.

L’iter standard prevede circa 20 giorni per la risposta da parte di Consap una volta caricata la domanda, e fino a 90 giorni successivi per l’erogazione del mutuo da parte della banca. Agire con rapidità è quindi un fattore strategico determinante.

Quanto incide avere 50.000 € sul conto rispetto ad avere uno stipendio più alto?

Nell’immaginario comune, per ottenere un mutuo conta solo avere uno stipendio alto e un contratto a tempo indeterminato. In realtà, le banche italiane valutano il profilo di un richiedente in modo molto più olistico, e un fattore che assume un peso sempre maggiore è la liquidità disponibile. Avere una somma consistente sul conto corrente, ad esempio 50.000 €, può in molti casi compensare un reddito non elevato e, paradossalmente, aprire le porte a condizioni migliori.

Il motivo è semplice: una buona liquidità dimostra alla banca due cose fondamentali. In primo luogo, una comprovata capacità di risparmio, che è un indicatore di affidabilità e disciplina finanziaria persino più forte di un leggero aumento di stipendio. In secondo luogo, quella somma può essere usata come anticipo volontario, anche quando si richiede un mutuo con garanzia Consap. Ridurre il Loan-to-Value (LTV), ovvero il rapporto tra l’importo del mutuo e il valore dell’immobile, è la mossa più efficace per ottenere tassi di interesse più bassi e una maggiore flessibilità dalla banca. Per esempio, su un immobile da 200.000 €, usare 50.000 € di liquidità per abbassare l’LTV al 75% rende il richiedente molto più attraente rispetto a chi chiede il 100%, anche se quest’ultimo ha uno stipendio leggermente superiore.

In alcuni casi, dimostrare di avere una solida base di liquidità può addirittura rendere superfluo il ricorso alla garanzia Consap, accelerando i tempi di approvazione e dando accesso a un mercato di offerte più ampio. Le banche considerano la storicità degli estratti conto: vedere un saldo che cresce costantemente nel tempo è una garanzia di serietà che può valere quanto un aumento di stipendio del 20% agli occhi di un analista del credito.

L’impatto della liquidità sulle condizioni finali del mutuo è evidente quando si confrontano due scenari tipici.

Impatto della liquidità sulle condizioni del mutuo
Scenario Solo stipendio 1.800€ Stipendio 1.500€ + 50.000€ liquidità
LTV massimo 80% con Consap 75% senza garanzia
Tasso medio 3,5% 2,9%
Necessità garante Possibile Non necessario
Tempi approvazione 45-60 giorni 20-30 giorni

Come calcolare esattamente il quinto del tuo stipendio netto o della pensione?

Una delle regole non scritte più conosciute quando si parla di mutui è quella del “quinto dello stipendio”: l’idea che la rata mensile non debba superare il 20% del proprio reddito netto. Sebbene questo principio sia un buon punto di partenza per una valutazione personale della sostenibilità, la realtà delle valutazioni bancarie in Italia è leggermente diversa e più flessibile. Gli istituti di credito, infatti, non si basano su una regola fissa del 20%, ma su un rapporto rata-reddito che può essere più generoso.

Nella prassi, la maggior parte delle banche italiane fissa il rapporto rata-reddito massimo al 30-35%. Questo significa che la somma di tutte le rate dei finanziamenti in corso (incluso il nuovo mutuo) non deve superare circa un terzo del reddito netto mensile del nucleo familiare. Capire come la banca calcola questo “reddito netto bancabile” è quindi fondamentale per stimare la propria capacità di indebitamento in modo realistico. Il calcolo non si limita a prendere il netto in busta paga, ma include una serie di aggiustamenti.

Per calcolare la rata massima sostenibile secondo i criteri bancari, si può seguire questo procedimento:

  1. Partire dal netto mensile: Prendere l’importo netto ricevuto ogni mese in busta paga o come pensione.
  2. Aggiungere le mensilità aggiuntive: Sommare i ratei mensili della tredicesima e dell’eventuale quattordicesima (dividendo l’importo annuale per 12).
  3. Escludere le entrate variabili: Non considerare bonus una tantum, premi di produzione non garantiti o compensi per lavoro straordinario, in quanto non sono considerati entrate stabili.
  4. Sottrarre altri impegni finanziari: Dal totale ottenuto, sottrarre le rate mensili di eventuali altri prestiti, finanziamenti o cessioni del quinto già in corso.
  5. Applicare il coefficiente bancario: Moltiplicare il risultato finale per 0,30 o 0,35. La cifra ottenuta è una stima molto attendibile della rata mensile massima che la banca considererà sostenibile per il tuo profilo.

Per i lavoratori autonomi, il calcolo è diverso: le banche solitamente partono dal reddito imponibile dichiarato nel modello F24 e applicano un coefficiente di sicurezza, considerandone circa il 75% come base di calcolo stabile.

Da ricordare

  • Il successo con il Bonus Under 36 dipende dalla precisione burocratica: un ISEE corretto e una documentazione completa sono il primo passo.
  • La garanzia Consap non è un’approvazione automatica; la banca valuta sempre il tuo merito creditizio e la tua capacità di risparmio.
  • La pre-delibera del mutuo è lo strumento più importante per eliminare il rischio di perdere la caparra e per negoziare con più forza.

Simulatore rata prestito: quanto sono affidabili i preventivi online rispetto all’offerta reale in filiale?

Nell’era digitale, il primo passo per chiunque cerchi un mutuo è quasi sempre utilizzare un simulatore online. Questi strumenti sono utilissimi per farsi un’idea generale del mercato, confrontare i tassi di interesse e stimare la possibile rata mensile. Tuttavia, è fondamentale approcciarsi a questi preventivi con il giusto spirito critico e consapevolezza dei loro limiti. L’offerta che si ottiene online è quasi sempre una stima ottimistica, basata su un profilo di rischio ideale che potrebbe non corrispondere al proprio.

I simulatori, per loro natura, non possono tenere conto di tutti i fattori che una banca analizza in sede di istruttoria: la stabilità lavorativa, la storicità del rapporto con l’istituto, la presenza di altri debiti o la valutazione specifica dell’immobile da acquistare. Ad esempio, un simulatore potrebbe proporre un tasso eccezionale del 2,49% per un “Mutuo Green”, ma l’offerta finale in filiale potrebbe attestarsi su un più realistico 2,85%, con una rata mensile superiore a quella prevista, come 736,13 €, una volta valutati tutti i dettagli della pratica. La differenza, su 25 o 30 anni, può ammontare a diverse migliaia di euro.

Ma la discrepanza più grande tra il preventivo online e l’offerta reale risiede nei costi accessori, spesso omessi o minimizzati dai calcolatori per presentare un TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) più attraente. Questi “costi nascosti” sono invece una parte integrante e obbligatoria del finanziamento e devono essere considerati nel budget complessivo.

Ecco un elenco delle principali spese che raramente vengono incluse in modo completo nei preventivi online:

  • Spese di perizia: Il costo del tecnico incaricato dalla banca per valutare l’immobile, che varia da 250 a 500 €.
  • Spese di istruttoria: Il costo che la banca addebita per la valutazione della pratica, che può arrivare fino a 950 € (anche se spesso azzerato per le offerte giovani).
  • Polizza scoppio e incendio: Obbligatoria per legge, il cui costo annuale (400-800 €) va pagato per tutta la durata del mutuo.
  • Polizza CPI (Creditor Protection Insurance): Spesso “fortemente consigliata” dalla banca, questa polizza facoltativa a protezione del credito può incidere per il 2-4% del capitale finanziato.
  • Spese di incasso rata: Un piccolo costo mensile (2-5 €) per la gestione di ogni pagamento.
  • Imposta sostitutiva: Lo 0,25% fisso sull’importo del mutuo per la prima casa.

Usare i simulatori è un ottimo primo passo, ma l’offerta vincolante è solo quella che si riceve per iscritto dalla banca dopo un’analisi completa. È fondamentale capire che l'affidabilità di un preventivo online è solo indicativa.

Per ottenere una valutazione precisa e definitiva, commisurata alla tua situazione specifica, il passo successivo e indispensabile è richiedere una consulenza personalizzata e una pre-delibera formale presso gli istituti di credito prescelti.

Domande frequenti su Bonus Prima Casa Under 36

Scritto da Roberto Gentile, Mediatore Creditizio Senior iscritto all'OAM con 20 anni di esperienza in mutui ipotecari e prestiti personali. Esperto in rinegoziazione, surroga e analisi dei tassi d'interesse per l'acquisto della prima casa.